Contenuti per adulti
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I vecchi che parlano tra loro
seduti su panchine tristemente brutte:
stretti insieme evocando anime,
assorti nel comune sortilegio.
Battute sconce intercalate a slogan. Lampi
stanchi negli occhi, un sussulto catarroso...
Non tutti a casa hanno ancora una moglie.
Il cielo è deserto su quelle teste spoglie,
- ma senza cappello, non più i vecchi d'un tempo.
Teste che mai si chinarono sui campi.
Figli del boom, cittadini, operai.
Quanto al presente: il calcio, le carte;
un po' di politica, la cronaca nera.
Guardano increduli passare i giovani,
e si sentono invecchiati come cose.
Tengono vivi rabbiosi e timidi i ricordi;
per questo parlano. Al loro fuoco
sempre più esiguo si scaldano,
sacerdoti d'un culto solo umano.
Tengono vivi sè stessi ricordando,
come intorno al fuoco una tribù:
una tribù difesa dai suoi riti,
dal suo dialetto incerto, strano.
Nel cerchio d'intesa degli sguardi
s'agita a tratti un mondo piccolo
che non è più quello dei padri.
Che non sarà nemmeno cenere, un giorno.